Eccoci qui, iniziamo questa avventura divulgativa n.1.
Oggi vi parlerò di Poggio La Luna, una realtà di Maremma. La Maremma è grande perciò è giusto
specificare di quale zona parleremo. Poggio La Luna si trova tra Scansano e Saturnia, nel cuore della
Maremma più tipica. A pochi chilometri da Manciano, Pitigliano, Sorano e Sovana, per non dire poi che
si trova ad una manciata di Km dalle Terme di Saturnia. Praticamente in Paradiso.
Ho avuto modo di conoscere Elisabetta Tao Tommasoni, in occasione della serata del 9 luglio, presso
Villa Le Piazzole, organizzata da Vini Audaci nella serata dedicata ai vini mossi, spumanti e
rifermentati. Finimmo la serata con la promessa che sarei andato quanto prima a trovarla in azienda e
così è stato.
Poggio La Luna, nasce nel 2015 e fin da subito sposa la filosofia della coltivazione Biologica, strizzando
un occhio alla Biodinamica. Minimo uso di solfiti, proprio per poter salvaguardare il vino ma non
stravolgerlo. Altra cosa importantissima, tutti i vini di Poggio La Luna fanno uso solo di lieviti Selvaggi.
Il suo motto è:
Per la nostra azienda l’armonia vale più dell’efficienza,
l’amore più del profitto,
la tutela del territorio più della chimica.
Non solo perché è utile al pianeta
ma perché appaga il palato!
(Elisabetta di Poggio la Luna)
La sua produzione si concentra, come giusto che sia, su vitigni autoctoni: Sangiovese, Ciliegiolo in
primis, poi Vermentino e 3 vitigni internazionali, Chardonnay, Merlot e Syrah, per poter completare e
integrare la gamma dei vini prodotti.
Col Sangiovese viene prodotto: Il Morellino di Scansano, (non poteva mancare il vino territoriale x
eccellenza). Pieno, morbido, con tannino ben equilibrato. Vin della Luna, a uso governo toscano; un
Sangiovese che riscopre la tradizione più vera Toscana. Diana, un Sangiovese vinificato in bianco,
creando questo bellissimo rosato, che fin da subito mi ha lasciato un segno.
Poi c’è “Lunatica”, un metodo “Ancestrale” che ti lascia stupito. La sfida, vinta, di Elisabetta, che ha
voluto realizzare questo progetto e che all’inizio trovava oppositori anche tra i suoi collaboratori.
Poi ci sono i blend: L’Uno, Sangiovese e Ciliegiolo. Fresco giovane di pronta beva. Naturale e fluido.
Il Ciliegiolo: L’Una Rossa, il Ciliegiolo che ti fa tornare voglia di berlo e riberlo. Un Ciliegiolo, che per
chi come me, ama questo vitigno, trova ad ogni sorso la soddisfazione dell’aspettativa che questo vitigno
promette. E poi il nome è una meraviglia.
Il Bianco: Dopo L’Uno era necessario affiancargli la compagna, L’Una, Vermentino e Chardonnay.
Profumi dati dal Vermentino, struttura dato dallo Chardonnay. Fresco e piacevole. La conferma che
anche in terra di Toscana si riesce a fare i bianchi che non deludono. E poi il Vermentino in Maremma,
ha trovato una casa che l’ha saputo accogliere in maniera eccellente.
I Blend: Primo Vere, Sangiovese e Merlot e Lunarius, Syrah in purezza. Due vini strutturati, per poter
completare la gamma di produzione e per poter soddisfare i palati e i gusti di tutti.
Ultimo nato e che a breve avremo modo di degustare, una bella “Anfora” ancora del tutto “Misteriosa”.
